Elezioni Inpgi2, il programma di sottoPRESSione In evidenza
Scritto da Luca FranchiniIl nostro programma per l’Inpgi,
1) Istituzione di un Fondo straordinario di solidarietà
Attualmente più di metà dell’avanzo di bilancio dell’INPGI, circa 37 milioni di euro, è stato prestato dall’ente previdenziale al Fondo Integrativo Contrattuale (Ex Fissa), lasciato sguarnito dagli editori in violazione di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale FIEG-FNSI.
Caldeggiamo gli organismi di categoria ad attivarsi presso la FIEG e gli enti competenti per trovare altre soluzioni a favore dei pochi colleghi già pensionati che usufruiscono anche della pensione integrativa e proponiamo che queste risorse siano investite per promuovere una progressiva equiparazione nell’erogazione delle prestazioni tra Gestione Principale (INPGI 1) e Gestione Separata (INPGI 2). A quest’ultima, infatti, sono attualmente iscritti oltre 25mila colleghi con ancora poche tutele previdenziali, per la maggior parte in grave difficoltà economica, in quanto precari, che non potranno in futuro contare su una “vera” pensione di sostentamento malgrado il loro diritto costituzionale ad essa.
Con i 37 milioni di euro si possono varare strumenti straordinari di solidarietà mirati a:
- costituire un Fondo di Garanzia per prestiti a tasso agevolato per situazioni emergenziali (sul modello dell’analogo Fondo FNSI), come sostegno al reddito nei periodi di disoccupazione per i CO.CO.CO. e per i genitori in congedo per maternità e paternità;
- erogare direttamente prestiti, a tasso agevolato o zero o a fondo perduto, per i colleghi che presentano denuncia di sfruttamento agli organismi competenti o attivano una vertenza dinanzi al Giudice del Lavoro, per coprire le spese economiche che hanno nel periodo di riconoscimento dei loro diritti;
- innalzare le tutele previste oggi per le CO.CO.CO. a partita IVA e per i collaboratori occasionali, che rappresentano la maggioranza degli iscritti alla Gestione Separata dell’INPGI;
- prevedere agevolazioni, rivolte ai precari, per l’affitto di parte delle proprietà immobiliari dell’ente previdenziali;
- istituire un Fondo di Rotazione per i colleghi atipici, precari e freelance, che volessero avviare cooperative di giornalisti, studi professionali associati o società di professionisti, sempre che iscritti all’INPGI.
2) Mantenimento del cumulo dei redditi per i pensionati che continuano a lavorare
L’eliminazione del cumulo (oggi fissato in 20 mila euro), come propongono alcuni, sottrae prospettive di lavoro ai giovani (e fondi per i neoassunti nei bilanci delle aziende editoriali), specie in un momento di grave crisi economica come l’attuale. È una battaglia che non è soltanto dei colleghi precari, ma anche di alcuni “pensionati illuminati”, quelli che si ricordano ancora di essere stati a loro volta precari.
Promuoviamo, inoltre, la riduzione da 20.000 a 5.000 euro (qualora l’articolo 15 del Regolamento dell’INPGI dovesse essere “confermato” dalla Corte di Cassazione nell’ambito dei procedimenti giudiziali ancora in via di definizione) del limite di cumulabilità delle pensioni di anzianità, liquidate con meno di 40 anni di contribuzione, con i redditi da lavoro dipendente e autonomo.
Proponiamo inoltre di riformare il meccanismo di calcolo del cumulo, studiando una formula “a scalare” in base all’ammontare della pensione (la media dei trattamenti è oggi di 58mila euro annui) per consentire a chi è “costretto” ad andare in pre-pensionamento di “arrotondare”, ma evitando che questo si trasformi in minori opportunità per i freelance.
LOTTA ALL’EVASIONE CONTRIBUTIVA
1) Iscrizione all’INPGI d’ufficio entro 2 mesi dall’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti per i non contrattualizzati (basta incrociare i nominativi tra i due enti)
Non versare l’INPGI significa fare concorrenza sleale nei confronti di chi è in regola con i contributi. Lo spiega un semplice esempio, ipotizzando 100 euro di compenso lordo, secondo il “meccanismo” della Gestione Separata del 10+2 per cento: a chi versa i contributi restano in tasca 90 euro, a chi non li versa 102 euro, perché trattiene per sé sia i contributi dovuti a titolo personale, sia quelli posti dalla Legge in capo al committente.
Purtroppo ci sono molti colleghi non ancora iscritti all’INPGI a distanza di anni dal loro ingresso nell’Ordine, che perciò non hanno mai versato nulla alla cassa. Iscrivendoli d’ufficio, spetterà ai lavoratori comunicare all’Istituto se non hanno avuto reddito o, viceversa, pagare i contributi come chi (da anni) già lo fa. Altrimenti scatteranno le relative sanzioni per omessa comunicazione, comunicazione errata o in ritardo, con i vari interessi di mora.
2) Avvio di Protocolli d’intesa con il Consiglio Nazionale e i Consigli Regionali dell’Ordine dei Giornalisti per:
- incrociare i nominativi degli iscritti in occasione delle revisioni degli Albi;
- acquisire d’ufficio dai Consigli Regionali dell’Ordine dei Giornalisti e dai Consigli di Disciplina notizie riguardanti violazioni della legislazione sociale e del lavoro, soprattutto se riferita a trasgressioni della Carta di Firenze o del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Giornalistico, dalle quali si possano desumere soprattutto omissioni o evasioni contributive;
- prevedere l’avvio di ispezioni automatiche all’arrivo di denunce dei redditi, per così dire, “sospette”, ad esempio quelle relative a chi “collabora” per un unico datore di lavoro o committente o per cifre attorno ai 7-8 mila euro annui.
3) Promozione di accertamenti ispettivi congiunti con la Guardia di Finanza, il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri e i Servizi Ispettivi delle Direzioni Territoriali del Lavoro per consentire di accertare, oltre agli inadempimenti contributivi, le violazioni di qualunque genere del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Giornalistico e, più in generale, della legislazione sociale e del lavoro.
4) Verifica della correttezza degli stage. Oltre che prevedere l’avvio di ispezioni automatiche nelle redazioni che offrono stage in convenzione con Università, proponiamo di siglare un’apposita convenzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e i singoli atenei per la durata e la modalità organizzative dei tirocini aziendali, sensibilizzando per primi gli studenti sulla diversità fra stage e rapporto di lavoro subordinato.
5) Inasprimento delle sanzioni civili, in base all’autonomia conferita all’INPGI dalla Legge 140/1997 in materia di condoni e omissioni o evasioni contributive, per quei datori di lavoro che dovessero mantenere in servizio presso le redazioni e senza soluzione di continuità giornalisti pensionati già dipendenti delle stesse aziende editoriali.
6) Istituzione nelle sedi delle Associazioni Regionali di Stampa di uno “Sportello R5 e R5-GS”, dal nome dei moduli di “denuncia per omessa assicurazione” predisposti dall’INPGI, per agevolare il recupero degli oneri previdenziali dovuti ai lavoratori con prescrizione di 5 anni (le modalità per farlo, per altro semplici e dal costo esiguo come quello di una raccomandata, non sono per nulla note ai colleghi).
7) Controllo sul corretto versamento del contributo integrativo spettante agli editori (è a carico del committente il 2 per cento di tutti compensi lordi corrisposti annualmente al giornalista, inclusi quindi quelli da cessione del diritto d’autore) ma poi di fatto scaricato sui freelance/lavoratori autonomi. Tale argomento è collegato alla possibilità, prevista dalla Legge Lopresti, di innalzare dal 2 al 5 per cento il contributo degli editori sul lavoro autonomo. Si potrebbero vagliare soluzioni per far versare direttamente all’editore il contributo.
UTILITIES PER I CONTRIBUENTI
1) Sollecitare la revisione dei meccanismi di contribuzione, modificando le tempistiche di pagamento (ad esempio, per i freelance dilazionando in più rate il versamento degli oneri previdenziali e adeguando la ratio del contributo minimo al reddito prodotto nell’anno precedente).
2) Perfezionare il meccanismo di sospensione dalla contribuzione alla Gestione Separata INPGI, rendendolo più flessibile (non annuale, ad esempio, ma per tacito rinnovo fino alla riapertura della posizione).
TRASPARENZA
1) I nostri candidati si impegnano, se eletti, a garantire la massima trasparenza su operato, funzionamento e decisioni prese in seno all’INPGI, in particolare relativamente alle linee essenziali dell’attività dell’ente, compresa la pubblicazione di eventuali stipendi/gettoni a loro favore, presenze e assenze negli organi statutari.
Avere informazioni certe permette ai Coordinamenti di Base di attivare un filo diretto informativo con i colleghi (ad esempio, conoscere le sanzioni comminate ai datori di lavoro, ferme restando le normative sulla privacy, permette di identificare le aziende inadempienti e di attivare eventuali misure a tutela del lavoro).
2) Migliorare e incentivare i flussi informativi e la comunicazione sui servizi erogati dall’INPGI, in particolare su questioni pratiche contributive e fiscali di interesse per i colleghi (ad esempio, recupero degli oneri previdenziali dovuti), sia in via telematica (web, newsletter, PEC), sia con incontri sul territorio in sinergia con le Associazioni Regionali di Stampa e i Consigli Regionali dell’Ordine dei Giornalisti. Promuovere un più facile accesso alla sede nazionale e alle sue diramazioni locali per avere delucidazioni sulle proprie posizioni.
3) Avvio di una campagna informativa su diritti e doveri contributivi, promuovendo anche protocolli di collaborazione con i Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti in occasione dei corsi di formazione e aggiornamento professionale e realizzando un “breviario” a beneficio di colleghi e commercialisti/consulenti fiscali, non sempre preparati sugli elementi specifici della nostra professione.
4) Semplificare l’accesso alle prestazioni, quali indennità di maternità e di malattia, assicurazioni, accensione di mutui e prestiti, nei confronti di giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti, sia che svolgano l’attività come libera professione, sia con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
Elezioni Inpgi, Luca Franchini candidato con sottoPRESSione a difesa di precari e freelance In evidenza
Scritto da Luca Franchini
Attraverso Facebook vedo che il mio nome è stato inserito tra i candidati di Professionisti per l'Inpgi. Voglio precisare che, come ho avuto modo di spiegare a Simona Fossati tramite mail, e nel gruppo facebook Sottopressione per l'Inpgi, la mia candidatura è stata appoggiata dal Coordinamento dei Giornalisti Precari della Campania e dagli altri coordinamenti di giornalisti precari e freelance. Quindi, lo ripeto ancora una volta per non creare ulteriori equivoci, sono candidato con sottoPRESSione, appoggio il programma di sottoPRESSione e in caso di vittoria elettorale dovrò rispondere del mio operato a sottoPRESSione. Ovvio che se Professionisti per l'Inpgi, o chiunque altro, voglia votare per me, per Alessandra Sgarbossa, per Valeria Tancredi e per Antonello Antonelli e Gabriele Testi, al collegio sindacale Inpgi 2, é libero di farlo.
Carta di Firenze, l'intervento di Ciro Pellegrino (CGPC) al Teatro Odeon. VIDEO In evidenza
Scritto da RedazioneSul palco del teatro Odeon di Firenze si sono succeduti numerosi interventi di giornalisti precari che hanno raccontanto le loro esperienze ma hanno anche avanzato proposte ed idee per ridare dignità alla professione giornalistica. Nel video l'intervento di Ciro Pellegrino del Coordinamento Giornalisti Precari della Campania.
Carta di Firenze, il presidio in piazza della Signoria. VIDEO In evidenza
Scritto da RedazioneCirca 300 giornalisti precari di tutta Italia si sono riuniti a Firenze per parlare della loro condizione lavorativa e approvare la "Carta di Firenze, uno strumento deontologico volto a garantire migliori condizioni retributive agli addetti del settore e sanzionare direttori, caposervizi e caporedattori che non rispettano la dignità economica e lavorativa dei colleghi. A margine del convegno, che si è svolto venerdì 7 e sabato 8 ottobre, si è svolto un presidio in piazza della Signoria, promosso dal gruppo dei giornalisti precari toscani e da Assostampa toscana. Presenti i coordinamenti dei giornalisti precari e freelance di Campania, Veneto, Toscana e Lazio.
Carta di Firenze: è nata la bozza della nuova carta deontologica In evidenza
Scritto da RedazioneLa bozza della Carta di Firenze è una realtà. Nata dopo due giorni di lavori di quasi quattrocento giornalisti giunti al teatro Odeon per la manifestazione «Giornalismi e giornalisti: libera stampa liberi tutti». Al termine della manifestazione, i giornalisti provenienti da tutta Italia hanno approvato per acclamazione la bozza della nuova carta deontologica che dovrà disciplinare forme di lealtà e collaborazione tra colleghi per porre un primo argine allo sfruttamento indiscriminato.
- carta_di_firenze_ULTIMA.pdf (264 Download)
Giornalisti e giornalismi, la Carta di Firenze per recuperare la dignità e sconfiggere il precariato In evidenza
Scritto da Roberta MediatoreC’è chi scrive per pochi euro a pezzo; chi lo fa senza nemmeno avere un tesserino da pubblicista; chi aspira a una regolarizzazione contrattuale per dire finalmente addio a una precarietà che strozza la vita; chi, invece, si dice freelance per scelta ma rivendica ugualmente compensi adeguati al lavoro svolto e soprattutto alla propria dignità professionale.
Agli Stati generali del Giornalismo italiano, che si sono svolti ieri al Teatro Odeon di Firenze, sono tante le voci che raccontano tante storie diverse, ma sono tutte accomunate dalla volontà di uscire dal precariato, conquistando diritti che chi lavora fuori da una redazione, nel nostro Paese, non può ancora definire acquisiti. A partire da un equo compenso. E’ la Carta di Firenze, appunto, ad aggiungere un tassello importante alla deontologia professionale dei giornalisti e racchiudere le istanze di circa trecento giornalisti giunti nel capoluogo toscano da tutta Italia, con la partecipazione numerosa dei Coordinamenti regionali di Veneto, Campania e Lazio.
Caso Nocerino, “Per non essere condannato a mia insaputa” indossiamo la pettorina salvacronista In evidenza
Scritto da RedazioneÈ da ieri che sto pensando all’assurda vicenda che ha visto protagonista la collega Maria Nocerino. Colpevole di aver svolto il suo lavoro di addetto stampa del comitato "Il Welfare non è un lusso" e condannata a 4 mesi di reclusione commutati nel pagamento di 15mila, senza che neppure sapesse dell’esistenza di un procedimento giudiziario nei suoi confronti.
Oltre ad esprimere nuovamente la mia solidarietà a Maria, inizio ad aver paura nel fare questo lavoro. Io, come la maggior parte dei colleghi freelance, lontano dal giornalismo di salotto che pontifica e si autocelebra, quotidianamente mi ritrovo a dover scendere in piazza per raccontare il malessere di migliaia di precari e disoccupati che attraverso manifestazioni più o meno pacifiche, tentano di far sentire la propria voce ad una classe politica assente ed incapace. Me lo chiede il mio caporedattore, me lo chiedono, soprttutto, i lettori del giornale per il quale collaboro, i soli a cui un giornalista dovrebbe rispondere.
Condannata per non aver commesso il fatto. L’incredibile storia di Maria Nocerino, cronista precaria napoletana In evidenza
Scritto da RedazioneHa dell'incredibile quanto è capitato alla collega Maria Nocerino, condannata a 4 mesi di reclusione commutati nel pagamento di 15mila euro per aver svolto il proprio lavoro di cronista, durante una pacifica manifestazione di operatori sociali il 21 gennaio scorso a Napoli. In qualità di addetta stampa del comitato "Il Welfare non è un lusso", Maria è stata ritenuta promotrice, insieme ad altre due persone, l'attuale assessore comunale alle Politiche Sociali Sergio D'Angelo e l'operatore sociale Gianni Manzo, di un corteo di cento persone partito da via Santa Lucia, sede della Regione Campania, al termine di un vertice, e diretto verso il teatro San Carlo.



